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La Biblioteca Ambrosiana, una delle prime in Europa ed una delle più prestigiose biblioteche dedite alla ricerca, è stata fondata a Milano dal Cardinale Federico Borromeo (1564-1631). Il Cardinale mandò delegati nelle più importanti città d'Italia, dei Paesi Bassi, di Svizzera, Germania, Spagna, Grecia, Siria e di altri paesi dell'Est per acquistare libri preziosi e manoscritti. Quando iniziò a costruire la biblioteca nel 1603, Borromeo aveva già collezionato circa 15.000 manoscritti e 30.000 libri stampati.
La collezione personale del Cardinale di disegni e quadri fu donata all'Ambrosiana nel 1618. Da quel momento in poi la collezione di opere d'arte dell'Ambrosiana è cresciuta rapidamente. Nel 1625 fu acquistato il cartone de "La scuola de Atene" di Raffaello, disegnato per l'affresco della Stanza della Segnatura del Vaticano e nel 1637 furono ottenuti dal Marchese Galeazzo Arconati dodici manoscritti di Leonardo, tra cui si nota il famoso Codice Atlantico.
I disegni arrivarono all'Ambrosiana dalle collezioni dei più vari donatori, dilettanti, artisti, accademici dell'arte, ricchi collezionisti, commercianti d'arte, storici dell'arte e architetti, compresi il Cardinale Federico Borromeo, Padre Sebastiano Resta (1635-1714), Carlo Donelli, detto il Vimercato (1660-1715), Protasio Girolamo Stambucchi (1759-1833), Federico Fagnani (1775-1840), Giuseppe Vallardi (1794-1863), Giovanni Morelli (1816-1891) ed il suo scolaro Gustavo Frizzoni (1840-1919) e Luca Beltrami (1854-1933). La donazione Fagnani (il più ricco lascito personale, 23.000 tra libri e manoscritti e 16.000 stampe) è stata alternativamente datata al 1738 (anno del suo testamento), al 1840 (anno della sua morte) e al 1841 (anno dell'inventario dell'Ambrosiana). Noi abbiamo scelto di datare questa donazione 1841, anno in cui 4.320 disegni sono stati catalogati (in Cod. A 361 inf.). L'inventario fu firmato dal prefetto Bartolomeo Catena il 19 aprile di quello stesso anno. Purtroppo l'inventario Fagnani non identifica i disegni e non offre descrizioni fisiche o iconografiche: è segnato solo il numero dei disegni attribuiti a ciascun artista. È probabile, comunque, che in questa collezione sia compresa una vasta selezione di disegni veneziani e tedeschi.
Fin dalla sua fondazione avvenuta nel Seicento, l'Ambrosiana ha compreso una eclettica raccolta di disegni. Come possiamo ben immaginare, la maggior parte di questi appartiene alla Scuola lombarda. Tutti i disegni erano conservati in volumi rilegati e collocati nel gruppo dei manoscritti che ha segnatura F inf. Mentre molti disegni sono stati rimossi dai loro originari codici per ragioni di conservazione, molti altri sono ancora montati sui loro fogli.
Alcuni dei disegni più belli, che sono, tra l'altro, tra i più famosi della collezione dell'Ambrosiana, sono stati raccolti all'inizio del Settecento per mano di Padre Sebastiano Resta e sono oggi conservati in Codice Resta I e II (F 261 inf. e 249 inf.). Il Codice Resta I è una straordinaria raccolta di 293 disegni che comprendono esempi dalla scuola francese e tedesca così come lavori di artisti italiani quali Raffaello, Botticelli, Filippino Lippi, Ludovico Carracci, Guido Reni e Guercino. Il Codice Resta II comprende nove disegni di Rubens.
In generale, i disegni conservati all'interno di volumi costituiscono un assortimento casuale e talvolta sorprendente. A volte invece i disegni sono stati riuniti seguendo specifici criteri di classificazione, come, ad esempio, i disegni architettonici che si trovano in F 251 e 252 inf., i disegni del Seicento di maestri e allievi dell'Accademia Ambrosiana in F 255 inf., i disegni soprattutto tedeschi in F 264 inf., disegni dei leonardeschi in F 274 inf e gli schizzi del pittore neoclassico Andrea Appiani (1754-1817) in F 279 inf.
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